Quando il bambino era bambino

… alcune parole chiave della nostra pedagogia …

parole chiave

Biologica

Una pedagogia “biologica” non usa diserbanti culturali, ma ama le “erbacce” che spuntano spontaneamente nell’atto dell’apprendimento. Il bambino non viene interrotto nell’esprimere una sua idea spontanea sull’argomento in discussione, ma si cerca una “compatibilità ambientale”, un modo per far coesistere punti di vista differenti, facendo crescere in sé la capacità di esercitare sul proprio pensiero correzioni successive, corroborate dall’esperienza sul  campo.

Biodinamica

Una pedagogia “biodinamica” mette in relazione le energie di ognuno perché il risultato finale sia fruttuoso ed utile per tutti. Nell’agricoltura biodinamica si rispettano i tempi della crescita, in stretta relazione con i ritmi del cosmo. Una condizione speciale vissuta dal bambino è proprio nel suo legarsi al cosmo e collegarsi a chi gli sta vicino. Osservare e rispettare tali dinamiche è un dovere dell’educatore e consente all’individuo di compiere la sua missione nel mondo.

Omeopatica

La medicina omeopatica inserisce un dosaggio bassissimo della malattia stessa perché il nostro organismo trovi in sé le forze per guarire. Così una “pedagogia omeopatica” cerca di attivare le forze interiori del bambino, già predisposte per sua natura all’apprendimento, per un approccio autonomo alla conoscenza. Il ruolo dell’adulto è proprio quello di iniettare il germe per dare l’avvio al processo autonomo dell’apprendimento.

Km 0

La scuola ha nel territorio che la circonda le risorse da cui attingere il proprio nutrimento. Conoscendo e visitando le botteghe artigiane si riscoprono i mestieri e si incontra l’HOMO FABER, che crea con le proprie mani lavorando i “frutti” che la terra gli offre.

Scoprire il lavoro partendo da quello più semplice, più a misura d’uomo, che poi è la dimensione più vicina all’immaginario del bambino. Man mano che il bambino diventa ragazzo, si apre al mondo e alla sua complessità, potremo avvicinarlo alla complessità della società e al mondo della produzione industriale.

Sostenibile

Un sistema scolastico complesso e articolato come quello italiano si è perso per strada i bambini. La gestione degli orari dei docenti, le sempre crescenti responsabilità, le valutazioni periodiche, le classi numerose lasciano poco spazio all’attenzione alle individualità, all’emergere dei talenti, al coinvolgimento virtuoso dei saperi familiari e delle comunità. Ripartendo da questi ultimi si può creare una scuola della comunità – COMMUNITY SCHOOL –  che rispetti la storia locale e il patrimonio naturale, che sia sostenibile dalla comunità stessa.

Poetica

Il bambino è capace di incantarsi. Vogliamo permettere che lo faccia ancora senza che la sua aria sognante venga scambiata per ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività). I bambini sanno ancora stupirsi, accorgersi della magia del mondo, vivere la poesia. In questo hanno ancora tanto da insegnare all’adulto. Però c’è bisogno che l’adulto sia al suo fianco in maniera da non rompere… l’incantesimo.

La poesia del mondo non va (ancora) spiegata, né la sua percezione smembrata e sezionata dal (presunto) pensiero analitico/scientifico.

Le poesie, quelle dei poeti, o le fiabe, non andrebbero spiegate, riassunte, tradotte …  in sostanza svilite. Il poeta ha scelto quelle parole perché solo quelle evocassero le sensazioni che voleva trasmettere.

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